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Sant'Agata Feltria (alt. slm 607 mt) è un piccolo borgo medievale di confine fra Marche e Romagna, posto fra le valli dei fiumi Savio e Marecchia.
Precisamente S.Agata è situato nell'estrema propaggine settentrionale delle Marche a pochi Km dalle province romagnole di Forlì-Cesena e Rimini.
E' uno dei centri più caratteristici del MONTEFELTRO, un territorio di vasta ricchezza che si identifica con l'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, la parte nord ovest delle Marche.

Il Montefeltro

L'area possiede, oltre ad elementi di evidente contiguità fisica e geografica, anche una forte connotazione storica rappresentata da un insieme di testimonianze forse unico al mondo, essendo stato nell'antichità zona di passaggio che collegava il Nord dell'Italia e dell'Europa con Roma ed il Mediterraneo. Queste testimonianze si ritrovano in numerosi castelli, rocche, torri, piccoli paesi interamente fortificati e chiese ricche di opere d'arte.
Un tratto caratteristico del Montefeltro è infatti la presenza di enormi picchi di roccia calcarea che si stagliano lungo tutto il territorio, sui quali costruirono i loro castelli le famiglie signorili che per secoli si contesero il territorio, dai Malatesta ai Montefeltro, dai Medici ai Della Rovere. Queste signorie, e in particolare il governo dei Montefeltro, nel corso dei secoli sono state capaci di imprimere nel territorio segni permanenti di omogeneità culturale ed artistica.
In figura: cartina del Montefeltro

Per raggiungere S.Agata Feltria:

  1. da Cesena: percorrere la E45 fino all'uscita di Sarsina (prima uscita); dopo la rotonda, a 50 mt. imboccare, a sinistra, la strada per S.Agata Feltria.
  2. da Rimini: percorrere la strada “Marecchiese” fino a Novafeltria, poi, a destra, imboccare la strada per S.Agata Feltria.


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Valmarecchia: un territorio di confine


Il Montefeltro in realtà non esiste come entità amministrativa, ossia non è delimitata da confini ben precisi, ma a dispetto di ciò, la sua identità storica e culturale è fuori discussione: i feretrani non si sentono in effetti nè romagnoli, nè toscani nè marchigiani, ma membri di una comunità a sè, unita da frontiere ideali tracciate da vicende millenarie comuni e da un paesaggio straordinario.
Questo l'elenco dei comuni facenti parte del Montefeltro: Acqualagna, Apecchio, Auditore, Belforte all'Isauro, Borgo Pace, Cagli, Cantinao, Carpegna, Casteldelci, Fermignano, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Maiolo, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Monte Cerignone, Montecalvo in Foglia, Montecopiolo, Montegrimano, Novafeltria, Peglio, Pennabilli, Petriano, Piandimeleto, Pietrarubbia, Piobbico, San Leo, Sant'Agata Feltria, Sant'Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltro, Talamello, Tavoleto, Urbania, Urbino.

 

Video CMAltavalmarecchia (fonte YouTube)

 

Occore però dire che Sant'Agata Feltria va incluso all'interno di una zona ancor più ristretta, denominata VALMARECCHIA, più precisamente nella parte settentrionale della stessa (Alta Valmarecchia), dal nome del fiume Marecchia che la attraversa.
La Valmarecchia, con i comuni che ne fanno fanno parte (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata e Talamello) viene infatti considerata maggiormente "romagnola" rispetto al resto del Montefeltro.
Sant'Agata Feltria è il capoluogo di tutto questo comprensorio montuoso.

In figura: cartina della Valmarecchia

Tuttavia l'appartenenza di S.Agata alla provincia marchigiana e quindi al territorio feretrano è sempre stata una questione ambigua.
Già durante l'età medievale il territorio santagatese subì numerosi spostamenti, venendo considerato per
lungo tempo a sé stante per poi essere aggregato ora alla Romagna ora alle Marche, a causa della sua posizione periferica tra le due regioni. Esistono molteplici scritti sull'argomento e antiche cartine del territorio attestano l'appartenenza di S.Agata alla Romagna.
E' del 1371 una descrizione del Montefeltro redatta dal Cardinale Anglico Vicario Pontificio, ("Descriptionis Provinciae Romandiolae") in base alla quale S.Agata Feltria veniva considerata una regione separata e politicamente diversa dal Montefeltro, ad esso solamente confinante, al pari di Rimini e Cesena.
In figura: Il territorio del Montefeltro e del
Marchesato di S.Agata (1706-1707)

S.Agata fu quindi inclusa nella provincia Romagnola, come lo attestano numerosi altri documenti e relazioni della Santa Sede, che dimostrano come S.Agata fosse propriamente ubicata nella Romagna, nonostante sia stata governata più volte da rettori non romagnoli. (Tratto dal libro "Stemmi di Famiglie Santagatesi" postfazione "Sull'appartenenza alla Romagna" di Enea Nastasini del 1639)
Stando inoltre agli usi e costumi del paese, sarebbe sicuramente più logico, a mio avviso, un raggruppamento del comune di S.Agata entro i confini romagnoli, visto lo spirito, così come l'accento, il dialetto e le specialità gastronomiche che accomunano i santagatesi alla gente romagnola!

Le frazioni e i dintorni di Sant'Agata Feltria

 



Le frazioni di Sant'Agata Feltria:

Botticella: Il borgo di Botticella si trova a circa 3,5 km dal comune di Sant'Agata Feltria, lungo la strada che porta a Novafeltria. E' famoso oggi per il Ristorante Tre Castagni, molto frequentato dagli amanti della buona cucina, a cui piace gustare funghi, formaggi e tartufi.

Maiano: Un antichissimo centro medievale. Del castello, che sorgeva nella parte alta dell'abitato, rimangono oggi poche tracce.

Palazzo: Sorge a poco più di 5 km dal comune. Oggi meta di turisti gastronomici che qui gustano i piacevoli banchetti del famoso ristorante Il Palazzo.

Pereto: Vicinissimo alla frazione di Palazzo è oggi anch'esso meta di "pellegrinaggi culinari" presso la Trattoria Ciccioni. E' tuttavia un centro antichissimo, la cui piccola torre che oggi domina il borgo da uno sperone di roccia è probabilmente una costruzione edificata sul luogo dell'antico castello.

Petrella Guidi: mt 578 già Petrella dei Tiberti dal nome di Guido Tiberti che la signoreggiava nel duecento; Guido viveva di rapine, come tanti signori della valle. Il castello passò ai figli di Guido, a Nerio figlio di Uguccione della Faggiola, agli Oliva, ai Malatesta. Il castello aveva una duplice cinta di difesa: una cerchia esterna poligonale ed una seconda cerchia atorno al mastio, di cui resta la porta d'accesso. Petrella Guida a detta unanime, è il più pittoresco luogo di tutta la Valmarecchia, perchè conserva quasi intatti gli aspetti ed i lineamenti di un borgo medievale. Il piccolo centro è quasi del tutto disabitato. Della rocca restano ancora imponenti ruderi, fra cui il maschio che domina tutta la vallata, fino a Pennabilli, Novafeltria, San Leo e in alto verso la confluenza con il Senatello. Sulla Rocca sono murati vari stemmi, dei Malatesta, degli Oliva, della Santa Sede. Attigui sono i resti del Palazzo del Comune, restaurato nel 1600 e poi adibito ad abitazione civile. Nella Chiesa si conserva un dipinto del '400 detto "La Madonna del Gonfalone" proveniente da una Maestà posta sulla pubblica via. Alcuni recenti rinvenimenti archeologici indicano che a Petrella funzionava una fonderia romana.

Rocca Pratiffi: 575 mt il castello, ridotto a ruderi, domina la zona perchè posto su un enorme sasso, difficile per ogni invasore. Si vedono ancora gli avanzi della cinta muraria, case coloniche erette sui muri, alcuni avanzi del maschio e delle cortine, l'ingresso esterno che conduceva alla Rocca lungo un sentiero scavato nel sasso. Esistono ancora la cisterna e ruderi di un bastione. La Rocca era stata ceduta nel '200 dalla Chiesa a Griffolino dei Pratiffi. Fu poi di Uguccione della Faggiola, e quindi, dopo varie traversie, pervenne nel 1490 ai Fregoso di Genova, padroni di S.Agata. Rocca Pratiffi è dedicata a San Donato. Nella Chiesa di Rocca Pratiffi si ammirano buoni dipinti ed un tabernacolo in pietra, scolpito per conservare le reliquie di San Donato.

Rosciano: la frazione si trova a 4,5 km lungo la strada statale che conduce alla città di Sarsina

Romagnano: a quasi 8 km dal capoluogo Romagnano è la frazione più distante da esso, al confine con la città di Sarsina. Da visitare è la chiesa del paese risalente ad epoca romana, come dimostrano i molti materiali riutilizzati nella sua costruzione. Il paesino è oggi densamente popolato e sede di numerose aziende di piccole e medie dimensioni, proliferate anche grazie alla vicinanza con la supestrada E45 Roma-Ravenna.

S.Donato: E' la frazione principale del comune. I resti della rocca sono stati incorporati nelle vecchie abitazioni.

Scavolo: Antico Castello riadattato ad uso di civile abitazione.

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