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S.Agata Feltria è dominata da un'imponente costruzione
che risale al X secolo: Rocca Fregoso.
La Rocca sorge su un enorme blocco di pietra arenaria che in antichità
attribuì alla zona il nome di "Pietra Anellaria" o SASSO
DEL LUPO", e dall'alto di questo strapiombo
naturale domina la sottostante valle del Savio.
Secondo una leggenda, verso il Seicento d.C., in seguito ad una frana,
dal Monte Ercole sovrastante Sant'Agata Feltria, si staccò una
roccia arenaria, sulla quale ai primordi dell'VIII secolo, sorse una chiesa
costruita in ricordo della Santa. Ai piedi della roccia, venne a costruirsi
man mano, un agglomerato di case che, proprio dalla santa e martire di
Catania, prese successivamente il nome di Sant'Agata Feltria.
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Alla fine del secolo IX, per investitura ecclesiastica,
tutto il territorio santagatese venne signoreggiato dai Conti Cavalca
di Bertinoro, i quali mantennero il feudo di Sant'Agata Feltria per
quasi due secoli.
La Rocca fu innalzata nel X secolo dal conte RANIERO CAVALCA come baluardo
bellico, ma divenne col passare dei secoli dimora per varie Signorie.
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Dopo il 1410, il Rettorato di SantAgata Feltria fu affidato, di volta in volta, ai Malatesta e ai Montefeltro, in base alle opinioni che i pontefici potevano avere su entrambe le nobili famiglie; in particolare nel 1430 S.Agata venne data in Vicariato ai MALATESTA fino al 1463, quando Federico da MONTEFELTRO dopo aver sconfitto Sigismondo Pandolfo Malatesta nella battaglia lungo il fiume Cesano, riconquistò per la Santa Sede la rocca di S.Agata ed i castelli dell'alto Montefeltro, ottenendo così dal pontefice la cessione del Vicariato.
Con i Montefeltro iniziò, per la piccola cittadina, un periodo splendido che continuò con la famiglia genovese dei Fregoso di cui la rocca conserva ancor oggi il nome.
.: I FREGOSO: AGOSTINO
Un discendente della nobile famiglia genovese dei Fregoso, AGOSTINO, si rifugiò presso i Montefeltro per sfuggire ad un clima dostilità che si era venuto a creare a Genova.
Federico, lungimirante come sempre e grazie alla sua sottile abilità diplomatica, capì limportanza di assoggettarsi lamicizia di una famiglia così rilevante tanto da concedere in sposa ad Agostino Fregoso la figlia Gentile Feltria, la quale portò in dote dodici castelli ed altrettanti territori tra i quali anche SantAgata Feltria. |

Stemma murario dei Montefeltro
presso il paese Senatello. |
.: OTTAVIANO FREGOSO
Dalla felice unione fra Agostino Fregoso e Gentile Feltria nacquero
quattro figli: il cardinale Federigo, Margherita, Costanza ed Ottaviano.
Durante la dominazione di Cesare Borgia detto il Valentino, figlio
di Papa Alessandro VI, il duca Guidobaldo da Montefeltro figlio
di Federico, fu costretto a distruggere una certa quantità
di fortilizi per non cederli al nemico. Ma Ottaviano Fregoso, figlio
minore di Agostino si oppose alla dominazione del Valentino e riuscì
ad ottenere la Rocca nel 1506, scampata allo smantellamento assieme
ai castelli di Maiolo e Mondavio.
Grazie alla grande abilità militare, che gli permise di liberare
Genova dalle truppe francesi ed alla grande capacità diplomatica,
con la quale seppe farsi amico il re di Francia Francesco I, Ottaviano
riuscì anche a farsi apprezzare da Papa Leone X de Medici,
dal quale ottenne linvestitura di SantAgata Feltria
ed il titolo di primo Conte di Sant'Agata Feltria nel 1520.
Durante il protettorato della famiglia Fregoso, SantAgata Feltria conobbe il suo periodo più felice, elevata al rango di piccola corte fra la Romagna ed il ducato dUrbino. |
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La famiglia dei Fregoso la tenne fino al 1660, quando tornò
alla Santa Sede e da essa fu data alla Legazione di
Urbino. Successivamente
acquisì importanza strategica per la sua posizione di confine,
diventando assieme alle Rocche di San Leo e Maiolo, la punta
più avanzata del sistema difensivo settentrionale del Ducato
di Urbino. |
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La prima menzione di una struttura fortificata a S.Agata è
databile agli inizi del XII secolo. E' ormai certo che l'attuale
aspetto è dovuto a numerose fasi di costruzione, sebbene
a prima vista l'impressione è di grande unità stilistica.
L'edificio trae quindi origine dall'accorpamento di più
blocchi edilizi articolati intorno ad una Corte interna.
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| Agli inizi del
XII secolo: con molta probabilità questo primo insediamento
fortificato era costituito da una TORRE contornata da mura e posta
sulla sommità della collina nonchè dal corpo di fabbrica,
posto a nord e dalla cinta fortificata del cortile. |
-Primo
Impianto
Ipoteticamente il primo impianto poteva essere configurato all'origine
come un recinto quadrato, poiché lo spessore dei muri, oggi
muri interni della corte, arriva fino a misurare 2 mt di larghezza,
ossia è più che adeguato a murature esterne nel primo
periodo medievale. Anche la porta che oggi funge da ingresso alla
corte, potrebbe essere l'ingresso originale del castello. |
-Primo Ampliamento
Un primo ampliamento è rappresentato da un corpo residenziale
a tre piani, che corrisponde oggi allo spigolo ovest della costruzione;
la destinazione residenziale è accertata dagli scarichi delle
lastrine inseriti nelle murature in fase di costruzione.
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-Il
Torrione Poligonale
A sinistra dell'ingresso si trova una torre esagonale sul fronte
più esposto al tiro delle artiglierie. La torre denominata
"Torre di Simonetto
Fregoso" si presenta simile ad una carena di
nave con superfici sfuggenti per contrastare l'attacco con armi
da fuoco. Il muro che la collega all'androne di ingresso è
stato aggiunto in epoca più tarda; da ciò si evince
che essa era collegata al resto del castello solo da un segmento
murario che alla base misura uno spessore di tre mt; è possibile
che servisse ad estendere le capacità di avvistamento del
castello.
Il collegamento tra la torre ed il corpo principale sembra essere
stato possibile solo da un camino di ronda. Ancora oggi il torrioncino è ben conservato e al suo interno si trova una piccola e
graziosissima cappella esagonale che racchiude affreschi cinquecenteschi.
(Vedi
foto >>) |
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Ecco come doveva apparire la primitiva Rocca Fregoso
secondo il disegno di Silvio Germano nel quale viene proposta
una ricostruzione congetturale del castello alla fine
del XIV secolo. (Tratto
da "Le fasi costruttive della rocca di Sant'Agata
Feltria. Osservazioni e ipotesi" di Dino Palloni
in Studi Montefeltrani 18/1995 pp. 67-79)
<< Guarda
l'immagine
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.: LA
SISTEMAZIONE QUATTROCENTESCA
In epoca quattrocentesca ha inizio la trasformazione del
manufatto da un castrum medievale a una fortificazione e in seguito
a una residenza, con l'aggiunta di corpi di fabbrica che daranno
all'edificio una configurazione molto simile a quella attuale. |
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ULTERIORI INFORMAZIONI
SULL'EDIFICIO:
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L'ingresso del castello
è coperto da un'opera di protezione chiamata rivellino;
questo è di pianta rettangolare e portava all'esterno
un ponte levatoio; l'accesso ora avviene tramite una rampa
in muratura, ma scavando nel prato antistante si dovrebbero
trovare i resti del ponte.
Verso est il castello termina con planimetria poligonale,
ora raccordata al rivellino grazie ad tratto aggiunto successivamente;
quest'ultimo corpo, che può essere chiamato puntone,
è tutto di muratura massiccia e veniva posto sulla
direttrice d'attacco più pericolosa per deflettere
i colpi dell'assediante ed opporre la massa più poderosa
alle offese nemiche.
L'aggiunta del rivellino e del puntone sembra frutto di
un unico intervento tardoquattrocentesco.
Le caratteristiche dei corpi aggiunti alle preesistenze
medievali indicano chiaramente che gli esecutori erano già
a
conoscenza delle nuove tecniche di offesa introdotte con
l'uso delle armi da fuoco.
La rocca viene munita sul fronte principale di quattro
feritoie al piano rialzato ed al piano primo per la
difesa dell'acceso mediante cannoni, nonché di un
coronamento merlato di ricucitura dell'intero complesso.
Infine va rilevata la presenza all'interno del corpo di
fabbrica di una galleria che esce in prossimità
del puntone carenato e che collega il fortilizio con la
chiesa di S. Francesco della Rosa: è probabile che
si tratti della trasformazione settecentesca di un cunicolo
di fuga della rocca.
(<< vedi foto a lato) |
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I lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell'edificio vengono
attribuiti a Francesco di Giorgio Martini, architetto militare senese
molto attivo in quegli anni presso la corte di Urbino, per volere
del Duca Federico che attuò un piano di rinnovamento delle
opere fortificatorie in tutto il ducato d'Urbino.
La Rocca viene gradualmente ampliata e abellita con opere d'arte,
e viene così realizzata una struttura difensiva imponente
verso l'esterno ma elegante al suo interno. Lo scopo dell'intervento
fu quindi quello di trasformare un vecchio baluardo militare in
un'accogliente e fastosa dimora fortificata destinata alla figlia
di Federico e al nobile Agostino Fregoso.
Sembra che la sistemazione quattrocentesca abbia fagocitato, inglobandolo,
l'antico e primitivo complesso, costituito da un primo recinto merlato
quadrangolare e da un secondo dalla forma allungata, terminante
con una torre poligonale. Entrambi i due recinti vennero addossati
ad un più grande corpo a pianta rettangolare, il mastio quadrilatero. |
.: SEC.
XVI-XVII
E' tra la fine del XVI e gli inizi del XVII che il fabbricato
subisce una ulteriore ristrutturazione; il complesso infatti, perduta
la sua importanza strategica per i mutati equilibri politici, viene
trasformato in edificio residenziale perdendo definitivamente
il suo aspetto militare. |
La rocca vene sopraelevata
di almeno due livelli al di sopra delle merlature quattrocentesche
per la creazione del piano nobile; la stessa distribuzione interna
viene totalmente ridefinita con l'aggiunta di un nuovo corpo di
scale.
All'interno la nuova residenza verrà arricchita con portali
in arenaria, balaustre, soffitti a cassettoni e camini rinascimentali
sullo stile del palazzo di Urbino, ancora ben conservati.
Da allora la rocca continuò ad essere adoperata come residenza
almeno fino al 1781 quando verrà trasformata in convento;
è in questa occasione in cui i conventuali costruiscono,
addossandola al fortilizio, la chiesa dedicata a San Francesco della
Rosa.
Vai alla pagina della Chiesa |
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La Rocca si presenta oggi
mutilata per il crollo della parte alta del Mastio Maggiore, avvenuto
il 18 gennaio 1835.
I primi lavori di restauro alla rocca, databili al 1877, sono da porre
in relazione ai dissesti provocati dai movimenti del masso di arenaria
su cui poggia il fabbricato.
Nel 1951 a seguito di abbondanti piogge iniziano a presentarsi pericolose
lesioni lungo il masso arenario a nord, culminate nel 1961 con il distacco
di un enorme masso roccioso alto una trentina di metri che lascia in bilico
il cantonale nord della Rocca.
(vedi FOTO sotto)
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Cronistoria
raffigurante il crollo dello spigolo esterno di Rocca Fregoso avvenuto
nel 1962
tratto da "Note d'arte e di storia su Sant'Agata Feltria" di Nando Cecini, p.34
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Negli ultimi due secoli la
Rocca venne adibita a Convento dei Frati Minori Conventuali, a edificio
per le scuole superiori di ginnasio.
Durante la prima guerra mondiale la rocca viene adibita
a carcere militare; danneggiata durante il secondo conflitto verrà
adibita a casa popolare.
Attualmente la Rocca è sede di un MUSEO permanente e ospita con
continuità mostre culturali di carattere storico-scientifico-artistico
di notevole spessore.
Il Museo, istituito nel 1974, dopo i lavori di restauro della Rocca, raccoglie
i documenti dell'archivio storico del rettorato Agatense, mobili e oggetti
rari del primo '900; una collezione di opere grafiche che spazia dai manoscritti,
agli ex libris, dalle litografie pubblicitarie, alle preziose stampe originali
di autori italiani ed europei.
Tra le esposizioni permanenti si segnalano quella relativa ai "Manifesti
d'Epoca", la mostra "Dal filato al cucito", la mostra "Alchimia
e Medicina", la mostra "In Nomine Domini - l'era delle Crociate", la mostra "Armi e armature
dai celti fino al secolo XVI" e la mostra di biciclette e moto antiche
"Cicli e motocicli intorno al '900".
Gennaio 2005 - Restauro interno di Rocca Fregoso:
La Rocca sarà chiusa per circa due anni causa un imponente progetto
di restauro dei pavimenti e del tetto.
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