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INSIGNE COLLEGIATA

 

Collegiata di Sant'Agata Feltria
Pietà del XV secolo
L'Insigne Chiesa Collegiata sorse nel X secolo e fu eretta da Raniero Cavalca, conte di Bertinoro e signore del luogo, che la fece innalzare sulle rovine del saccello dedicato alla Vergine martire Sant'Agata.
Vergine con il bambino
La primitiva costruzione era di architettura romanica. Fu successivamente ampliata nel 1520 sotto la signoria di Ottaviano Fregoso per volontà di popolo.
Con gli ampliamenti successivi ha perso le caratteristiche originali per trasformarsi in una tipica chiesa del '700, soprattutto dopo il radicale restauro del 1776 in stile barocco.

L'interno è a tre navate con sei Cappelle dove si possono trovare conservate pregevoli opere di notevole valore artistico, tra cui nella parete absidale la "Vergine con il Bambino" tra i santi Anonio da Padova , Lorenzo e S. Agata inginocchiata in adorazione, tela della seconda metà del seicento, "Cristo Redentore" un crocifisso ligneo quattrocentesco di opera lombarda tardo-gotica, una Pietà del XV secolo inserita in una pregevole ancona del XVII secolo e la "Vergine con bambino" del XVII secolo.
Dal 2005 è stata posta sotto l'altare principale, in una teca blindata, l'urna contenente le reliquie della Santa .
Sulla sinistra della chiesa si slancia un poderoso campanile alto 35 metri ricostruito nel 1885 su disegno dell'architetto santagatese Santi Botticelli. L'attuale campanile rotondo a cuspide, prende il posto del più antico a base quadrata di stile romanico crollato nel 1865 a causa della mancata manutenzione.
Sotto il Presbiterio della Collegiata si può visitare l'antichissima Cripta (GUARDA FOTO) ottogonale dell'VIII secolo; questa è stata ricavata coi materiali di recupero della primitiva Chiesetta ed è stata recentemente restaurata dal parroco Don Erminio Gatti.
Il luogo fu una cappella per il Coro dei canonici della Collegiata; ora è dedicata alla SS.ma Vergine Immacolata di Lourdes.
 CONVENTO DI SAN GIROLAMO e
 CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE


Chiesa di S. Girolamo
Facciata della chiesa della Beata Vergine delle Grazie - alla sua destra si trova il Convento di San Girolamo


San Girolamo e il suo convento in una foto di inizio 900 >>
(GUARDA FOTO)

La chiesa annessa al convento di San Girolamo dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, si erge su di un colle, dominato dal bel campanile romanico, restaurato dall'archietto Botticelli Santi nel 1875, con bifore alla lanterna e finestre strombate tutto sesto lungo la verticalità. Il portico ha delle colonnine ottagonali ed è sormontato da un occhio in arenaria.
Finanziarono la costruzione i marchesi Fregoso come si può notare dagli stemmi sull'ancona dell'altare maggiore e le quattro lettere F.F.F.F. (Federicius Fregosius Fecit Fieri); la prima pietra venne posta il 15 Agosto 1560. Officiata fin dai primi tempi dai padri Gerolimini, questi non vi si trasferirono che dopo la frana del 1604 che distrusse il loro Convento a Fontescarino.
Pala di San Girolamo-La Beata Vergine col Bambino di Pietro da Cortona
La chiesa, già detta della Beata Vergine delle Grazie,
fu dedicata a San Girolamo nel 1610 quando i Fregoso commissionarono a Pietro Berettini da Cortona la meravigliosa Pala del Santo che si trova nell'altare maggiore.
Nell'opera figura la Beata Vergine col Bambino, a sinistra c'è S.Girolamo genuflesso che tiene tra le mani un grosso libro appoggiato sulla folta criniera del leone che gli è accosciato ai piedi. A destra c'è S.Cristina il cui nome sta scritto sullo scollo della tunica e che s'inginocchia e si appresta a ricevere dal piccolo Gesù il premio della palma. Un capolavoro miracolosamente intatto, forse la più importante opera d'arte di tutto il territorio santagatese.

All'interno della Chiesa è conservata inoltre un'immagine della Madonna di Fontescarino. La leggenda vuole che l'immagine fu trovata da un contandino mentre arava il suo campo; l'aratro, incontrando un ostacolo si fermò e il contadino cominciò a scavare trovando uno spesso lastrone di pietro. Appena toltolo dalla terra, i buoi s'inginochiarono: era apparsa l'immagine della Madonna che si venerava nell'antichissima chiesa di Fontescarino distrutta da tempo. Questa immagine fu poi portata processionalmente dal popolo nella chiesa di S. Girolamo.

Da allora ogni 8 settembre si festeggia a Sant'Agata la Natività della Madonna portando in processione il bassorilievo, chiamato anche "Madonna della rondine", che è tenuta tra le mani del bambin Gesù. (GUARDA FOTO)
Foto della Processione dell'8 Settembre 2007 (GUARDA FOTO)
 MONASTERO DELLE SUORE CLARISSE e
 CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA


 

Le suore clarisse si stabilirono nell'attuale monastero nel 1561, quando una frana travolse il paese di S.Agata e il loro vecchio monastero distrutto.
Riuscite a mettersi in salvo le suore furono accolte nel fabbricato che occupano attualemente, di proprietà della famiglia Fregoso, situato presso la Chiesa di S.Maria Maddalena.
Nel corso dei secoli il monastero conobbe una grande fioritura fino a quando nel 1810, con la soppressione napoleonica del 25 aprile, le suore, private di ogni cosa, dovettero tornare alle proprie famiglie.
Il monastero fu adibito a dimora civile, ma una suora, Anna Giordani, affittò il braccio più antico del fabbricato, custodendo così, per circa cinque anni il coro e la chiesa.
Nel 1814 col ritorno di Papa Pio VII a Roma, anche le clarisse tornarono al loro monastero, anche se in numero sensibilmente ridotto, e riebbero le loro proprietà.
Un nuovo periodo di burrasca si ebbe nel 1866, con la legge di incameramento di tutti i beni ecclesiastici. Alle suore venivano concessi quaranta giorni per lasciare il monastero. Riuscirono tuttavia a rimanere anche se fu loro impedito di ammettere nuove giovani alla Vestizione e alla Professione, per arrivare così all'estinzione della vita claustrale.
Con l'inizio del 1900 iniziarono ad entrare nuove giovani e la vita comunitaria cominciò a rifiorire. Tra queste ricordiamo Suor Maria Veronica Vivarelli.
Nel 1930 la comunità passò alla Prima Regola di Santa Chiara.
Nel luglio del 1951 divampò un incendio nel coro del monastero, producendo danni incalcolabili: andò distrutto anche un crocifisso della scuola di Giotto.

Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi lavori di ristrutturazione nell'ala più antica del monastero che è ora adibita a foresteria.
Il convento possiede un archivio molto importante nel quale sono custodite numerose pergamene medievali attinenti la storia del convento, l'intera comunità santagatese e il territorio montefeltrano.
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Dagli ultimi anni si sta verificando un rifiorire di vocazioni di giovani ragazze che arrivano un po' da
tutta Italia. L'attuale Madre Abbadessa è Suor Chiara Elisabetta, la prima dopo un lungo periodo critico per le vocazioni.

Refettorio del Monastero delle suore Clarisse

Monastero “S. Maria Maddalena”
Suore Povere di “Santa Chiara ”
61019  SANT'AGATA FELTRIA  PU
Via Angelo Battelli, 12
tel. 0541 929622


Sparacino Sr. Chiara Elisabetta - Abbadessa

Attività specifica:
- Vita contemplativa
- Preparazione di Icone
- Preparazione di ostie
- Lavori di ricamo e cucito
- Accoglienza a “Gruppi di preghiera”


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 CONVENTO DEI FRATI CAPPUCCINI "SANT'ANTONIO DA PADOVA" e
 SANTUARIO "MADONNA DEI CAPPUCCINI"


Santuario della Madonna dei Cappuccini
Convento Frati Minori Cappuccini  o.f.m. capp.
Santuario della B. V. Immacolata
61019  SANT'AGATA FELTRIA  PU
Via Angelo Battelli, 24


tel. 0541 929623
Padre Giacomo Cola

Attività specifica:
- Accoglienza a Gruppi giovanili
- Servizio religioso alle Sorelle Clarisse
La chiesa dei Cappuccini di Sant'Agata Feltria risale al 1575; fu fatta costruire da Lucrezia Fregoso Vitelli e dedicata a S. Antonio da Padova.
L'attuale facciata della chiesa è stata costruita nel 1990 nel tradizionale stile cappuccino.
All'interno si può ammirare il quadro della Vergine Immacolata, opera del pittore Angelo Angeloni di Pennabilli (1786), nota con il nome di Madonna dei Cappuccini. La Madonna del dipinto mosse gli occhi più di una volta, a partire dal settembre del 1796 fino al giugno del 1850; da allora ha attirato l'affetto e il culto di tanti fedeli che la venerano con viva fede, per i suoi numerosi prodigi che susseguirono negli anni.
Di tutti questi prodigi fu steso regolare processo redatto in un volume di 224 pagine e inviato a Roma alla Sacra Congregazione dei Riti, la quale mise il nulla osta per la pubblicazione; nel convento di S.Agata si trova solo la copia del voume redatta nel 1944 da Padre Benigno.
Il Convento, recentemente ristrutturato, è adibito a casa di accoglienza di gruppi.



Processione della Madonna dei Cappuccini in una foto del 1943 (GUARDA FOTO)
|| clicca l'immagine per un primo piano ||
Nella tela è raffigurata la Vergine a figura intera, in piedi su una falce di luna e sul serpente, vestita con un manto azzurro e un abito rosso, con le mani incrociate sul petto e lo sguardo con gli occhi miracolosi rivolti al cielo. Intorno al capo corrono dodici stelle disposte a corona.
La Vergine Immacolata - Madonna dei Cappuccini

SANTUARIO "MADONNA DEL SOCCORSO"



HAC VITAE NEC FRUSTRA PERGENS ITUR AD AULA INC NISI LAETUS ABEST RELIGIONE CARUS DIE IV .. DCIX APRILIS

Il Santuario sorge isolato su un altopiano tra il Monte Ercole e S.Agata sull'antico percorso della strada che da Sarsina per S.Agata portava a Perticara e Rimini.
Anticamente nel luogo sorgeva una Celletta dedicata alla Vergine, ed era detta la località "Serra della Sconfitta", perchè qui gli agatensi avrebbero, col soccorso della Vergine, ricacciato e sconfitto un esercito di invasori. Da qui anche il nome "
Madonna del Soccorso".
Venne edificato agli inizi del XVI secolo (1520) in stile romanico. L'interno a navata unica, mostra la peculiarità della travatura scoperta, e dentro una bella ancona dorata, è incollata una pala d'altare raffigurante il miracolo della Vergine del Soccorso che sottrae un bambino al demonio chiamato da una madre imprudente.
Alla Madonna del Soccorso è attribuito inoltre un terzo miracolo: un amante geloso sparò alla sua donna in pieno petto forandole il corsetto di velluto, ma la donna, invocando la Vergine del Soccorso, rimase
illesa. All'interno della Chiesetta è tuttora in mostra il corsetto con il foro della pallottola.

La campana che si trova oggi nel piccolo campanile è stata finanziata dalla signora Maria Vandini, per sostituire quella originale del 1561 trafugata qualche anno fa. L'antica campana riportava questa iscrizione: "MENTEM SANTAM SPONTANEAM HONOREM DEO ET PATRIE LIBERATIONEM MDLXI GIOANMARIA DECARLUCE MERCIARE EIACOMO DEBATISTA DA SANTA AGATA".
La festa della Madonna del Soccorso ha luogo ad agosto nella domenica precedente Ferragosto.

Santuario Madonna del Soccorso

La processione della Madonna del Soccorso in una foto dei primi '900 >>
(GUARDA FOTO)

Nella Figura in alto una Epigrafe nel Frontone della Chiesa del Soccorso:
"HAC VITAE NEC FRUSTRA PERGENS ITUR AD AULA INC NISI LAETUS ABEST RELIGIONE CARUS DIE IV .. DCIX APRILIS"


CHIESA DI SAN FRANCESCO DELLA ROSA AL CASTELLO

 

Chiesa di S.Francesco della Rosa
La chiesa di San Francesco della Rosa sorge nel piazzale antistante l'ingresso della Rocca.
Era l'inizio del XII secolo quando S.Francesco si trovò a passare per S.Agata Feltria andando verso Bologna.
La storia accredita che proprio dopo questo transito fu edificato in S.Agata il primo nucleo conventuale minoritico sul terreno dei Faggiolani in località Cella Fausti, che funzionò come convento e chiesa fin dal 1300. Su di una pietra del muro dell'ultima cappella si trovava la scritta "C S F H O P P E" che dovrebbe significare Cella Sancti Francisci, Hic Hravit, Predicanti, Penitentiam Egit (Cella di San Francesco, qui predicò, pregò, fece penitenza).

Nel 1781 le calamità naturali avevano già mandato in rovina il convento e la chiesa adiacente e il comune agatense cedette ai frati la Rocca Fregoso ad uso di convento. La chiesetta risale alla fine del 1700 quando i conventuali allora residenti nell'edificio di Rocca Fregoso decidono di costruire una chiesa addossata al fortilizio e collegata ad esso tramite un passaggio segreto ricavato nel muro del puntone.
Il clero e il popolo costruirono nel piazzale antistante l'ingresso alla rocca, nell'arco di due anni e con i materiali di risulta del convento, la bella chiesetta intitolata a San Francesco della Rosa.
Nel 1820 venne soppresso il convento che sito nella Rocca teneva scuola di teologia, canto e musica.

La chiesetta presenta tre altari ed è adorna di stucchi barocchi; interessanti sono anche i banchi con gli stemmi delle più antiche famiglie locali ed un antico organo ligneo risalente alla seconda metà del XI secolo. Un passaggio privato consente tuttora di accedere all'interno direttamente dalla Rocca.
All'interno fu collocata la Pila dell'Acquasantiera, che prima si trovava a S.Francesco ai Piani, scolpita in pietra che porta alla base la data 1532.
La piccola chiesa è oggi in restauro, ma è stata aperta al pubblico durante la Fiera del Tartufo del 2005.

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