17-18 Dicembre 2006
.: Giornata storica per la Valmarecchia: il SI ha vinto.. torneremo in EMILIA-ROMAGNA!
Da “ LA VOCE ” (in pag. Valmarecchia) di venerdì 22 dicembre 2006.
“Questi cittadini hanno cambiato la storia”
E' un risultato stupefacente quello ottenuto in Alta Valmarecchia, che esalta la democrazia, e dimostra, che quando si mette in mano ai Cittadini la scheda elettorale importante e decisiva, per il loro futuro e per quello ancora più importante, dei loro figli, sanno cambiare la “storia”.
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Questa infatti è la prima volta in Italia che una comunità, geograficamente riconosciuta, come quella del “Montefeltro”, formata da sette Comuni, che si sente intimamente romagnola, per i profondi legami storici, culturali ed economici, riesce attraverso il pronunciamento democratico, a compiere una svolta epocale.
La “battaglia” è stata dura, dopo la costituzione del “Comitato”, che prima si è battuto per ottenere lo svolgimento del Referendum, e poi si è battuto magnificamente per il SI, ottenendo la meritata vittoria.
www.unavalmarechia.org |
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Questi i risultati:
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Votanti Residenti |
Aventi diritto |
Voti Totali |
% Voti Tot. |
Voti Validi |
Sì |
% Sì |
No |
% No |
| Casteldelci |
420 |
448 |
287 |
64,06% |
285 |
232 |
81,40% |
53 |
18,60% |
| Maiolo |
664 |
715 |
499 |
69,79% |
494 |
369 |
74,70% |
125 |
25,30% |
| Novafeltria |
5653 |
6239 |
4275 |
68,52% |
4236 |
3480 |
82,15% |
756 |
17,85% |
| Pennabilli |
2555 |
2872 |
2046 |
71,24% |
2023 |
1738 |
85,91% |
285 |
14,09% |
| San Leo |
2302 |
2801 |
1806 |
64,48% |
1799 |
1560 |
86,71% |
239 |
13,29% |
| Sant'Agata Feltria |
1914 |
2275 |
1490 |
65,49% |
1472 |
1267 |
86,07% |
205 |
13,93% |
| Talamello |
882 |
1060 |
676 |
63,77% |
668 |
565 |
84,58% |
103 |
15,42% |
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| TOTALE |
14390 |
16410 |
11079 |
67,51% |
10977 |
9211 |
83,91% |
1766 |
16,09% |
Se l'affluenza al voto aveva già dato l'idea della "strabiliante vittoria" dei secessionisti con quel 67,51% alle urne, pari a 11.079 votanti , lo scrutinio ha ribadito la forza d'urto del 'sì', che ha raggiunto 9.211 voti a favore pari al 83,91% di chi si è recato a votare, ma cosa più importante, ben al di sopra degli 8.206 voti del quorum.
Non solo. La quota del 50% degli aventi diritto al voto è stata superata in tutti i Comuni , uniformemente: 56,13%.
"E' un fatto democratico da cui emerge una volontà chiara, una convinzione forte di una comunità ed è giusto prenderne atto", commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani.
"Prendiamo atto della volontà delle popolazioni dei sette Comuni che sono andati alle urne e che hanno espresso chiaramente i loro intendimenti. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia perchè riflette lo spirito di una realtà territoriale di confine , che da sempre gravita e si alimenta nella tradizione culturale della Romagna, rafforzatasi ulteriormente dopo la recente istituzione della Provincia di Rimini. Non lo consideriamo, quindi, un risultato a favore o contro la Regione, ma la semplice conseguenza di un sentimento storico che è stato troppo a lungo sottovalutato". È il commento del presidente della Regione Marche , Gian Mario Spacca , alla vittoria del 'sì'.
da Quotidiano.net del 19 Dic 2006
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.: Un totale di almeno 8.206 Sì per vincere il Referendum
Per raggiungere la metà + 1 degli aventi diritto al voto, ossia 16.410 persone, serviranno ben 8.206 voti favorevoli perché il referendum consultivo del 17 e 18 dicembre abbia valore e si prosegua nell'iter istituzionale per il passaggio dei sette Comuni in Emilia – Romagna e nella Provincia di Rimini. |
Dicembre 2006
.: Si avvicina il Referendum - ANDIAMO A VOTARE per il SI !!!
Dal periodico riminese “Chiamami Città”
"Verso il referendum dei sette comuni che vogliono diventare romagnoli.
Per Rimini tante opportunità e altrettante responsabilità: la Valmarecchia? A noi!"
di Stefano Cicchetti
Il 17 e 18 dicembre 2006 i sette Comuni dell'Alta Valmarecchia voteranno per lasciare le Marche ed entrare in Emilia – Romagna, abbandonare la provincia di Pesaro Urbino in favore di Rimini. |
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L’ultima modifica dei confini della Romagna fu decisa non per referendum, ma autocraticamente da Mussolini nel 1923, con quel tratto di penna che fece riguadagnare alla sua Forlì le terre da Castrocaro al Fumaiolo fatale (in quanto padre del Tevere), a danno della Toscana. Il Duce si scordò però dell’analogo sconfinamento mediceo nel faentino fino a Marradi. E della grottesca situazione della Valmarecchia, divisa fra tre regioni e quattro province.
Storia, geografia e cultura – da Dante fino ai dialetti – non lasciano dubbi: nonostante gli oltre 500 anni dalla rovina di Sigismondo Malatesta e dalla perdita dei suoi territori appenninici, il Montefeltro è Romagna. Dovrebbe poi bastare il semplice buon senso per capire che un abitante di Sant’Agata va più addirittura a Cesena, piuttosto che a Pesaro. Ma è risaputo che tutti questi argomenti, proprio per essere solidamente fondati, non possono avere nulla a che fare con le “logiche” politico-amministrative, le quali seguono strade ignote alla ragione umana. Quindi l’esito del voto non è affatto scontato. I promotori del referendum non hanno dubbi sulla vittoria del “Sì” alla secessione. Il vero muro da scalare sarà il QUORUM: se non VOTA LA META' PIU' UNO degli iscritti alle liste elettorali, tutto inutile.
Ma immaginiamo che il referendum abbia successo. In questo caso Rimini avrà tanti vantaggi quante responsabilità. Con il suo patrimonio di arte, cultura e natura, il Montefeltro è senza dubbio una delle regioni storiche più affascinanti d’Italia. Ai riminesi toccherà innanzi tutto il compito, non leggero, di preservare questo immenso capitale. E quindi di valorizzarlo quanto merita.
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Ecco il testo completo della Delibera del Consiglio Provinciale di Rimini approvata il 22 Ottobre:
Il Consiglio Provinciale di Rimini
Considerato che i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltia, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello, costituenti l'alta valle del Marecchia collocati, sotto il profilo amministrativo, in Provincia di Pesaro Urbino, hanno deliberato la richiesta di indizione di un referendum consultivo per il distacco dalla Regione Marche e la conseguente aggregazione alla Regione Emilia – Romagna, così come previsto dall'art. 132, Comma 2 della Costituzione:
Dato atto che tale iniziativa è frutto di un ampio movimento di cittadini, riuniti in Comitato referendario, i quali agiscono sulla spinta della convinzione che vi sia una comunanza storica di radici culturali, sociali ed economiche tra i territori e le Comunità del Montefeltro e quelli dell'area riminese talmente profonda da giustificare e sorreggere la proposta di revisione dei confini amministrativi.
Visto che la consultazione referendaria è stata indetta per il prossimo mese di dicembre:
Impegna
La Provincia di Rimini, nell'imminenza della consultazione popolare, a tenere una linea di non interferenza e non intervento nei confronti della volontà delle comunità locali.
Ribadisce
I buoni rapporti che legano quella di Rimini alle province limitrofe. Rapporti che debbono essere in ogni caso preservati, ed anzi rafforzati, qualunque fosse l'esito del pronunciamento popolare.
Assicura
Che, qualora prevalesse il “SI” al passaggio dalle Marche all'Emilia Romagna dei comuni interessati al referendum, la Provincia di Rimini sarà rispettosa del responso delle urne ed agirà di conseguenza, perseguendo una politica di sviluppo territoriale e tenendo una linea di mantenimento rafforzamento ed incremento dei servizi esistenti, sia dal punto di vista quantitativo che qualificativo, soprattutto garantendo i servizi decentrati dello Stato, il presidio ospedaliero e quello scolastico. |
Novembre 2006 - Marzo 2007
.: Riapre la Stagione Teatrale di Sant'Agata Feltria! >> Guarda il programma
Al via la stagione del Teatro Angelo Mariani.
Gli spettacoli inizieranno sabato 11 Novembre per concludersi sabato 24 Marzo.
Costo Biglietti: |
Costo Abbonamenti: |
Platea-Palchi 1° ordine € 20,00 (€ 18,00 per gli spettacoli di Zelig) |
Platea-Palchi 1° ordine € 71,00 |
| Palchi e Loggione € 15,00 |
Palchi € 55,00 |
Ottobre 2006
.: XXII° Edizione della Fiera Nazione del Tartufo bianco
22 Ottobre 2006 - Trovato un TARTUFO RECORD ALLA FIERA NAZIONALE: 1,2 Kg è il peso del mega tartufo bianco trovato dai cercatori di Sant'Agata Feltria nei boschi del paese. Fin ora è l'esemplare più grande trovato in questa stagione. Un vero record di peso e dimensione.
Top secret il nome del fortunato tartufaio che con il suo cane è riuscito a trovare il tartufo da Guinness. Resta comunque la soddisfazione e l'aspetto economico non trascurabile di chi lo acquisterà che dovrà sborsare un altisonante somma da capogiro.
A mostrare la trifola d'oro in piazza è stata la Presidente della locale Pro Loco di Sant'Agata Feltria, Rita Marini.
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Settembre-Dicembre 2006
.: Inaugurazione mostra su Padre Agostino da Montefeltro e Padre Marella >> Guarda il manifesto
S. Agata dedica al suo figlio più illustre una mostra che ripercorre le tappe più importanti della sua vita e delle sue opere.
Da settembre a dicembre sarà visitabile nela sala mostre di Palazzo Celli di Piazza Garibaldi, gentilmente concesso dal Comune di Sant'Agata, una importante mostra dedicata al grande predicatore santagatese Padre Agostino da Montefeltro, fondatore di un ordine religioso oggi presente in numerose città d'Italia e in diversi paesi del mondo, e precursore della dottrina sociale della Chiesa.
La mostra è organizzata dal Comitato per la salvaguardia dei beni culturali di S. Agata Feltria, organismo senza fini di lucro di recente istituito, con il Patrocinio del Comune. |
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L'apertura è avvenuta l'8 settembre alle ore 20:00 con Sua Eccellenza il Vescovo di San Marino Montefeltro, Mons. Luigi Negri. L'inaugurazione ufficiale , è in programma sabato 16 settembre alle ore 15:00. La mostra rimarrà aperta fino a Dicembre 2006.
Grazie all'ausilio dell'Istituto delle Figlie di Nazaret, fondato dallo stesso Padre Agostino nel 1893, sono presenti numerose reliquie del predicatore, del quale anche Carducci, che lo ascoltò a Bologna, esclamò “Cicerone ha affermato che non si dà il perfetto oratore; ma per Padre Agostino io farei una eccezione”.
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L'ultima sezione della mostra è invece dedicata a Padre Olinto Marella.
Anche don Marella, come P. Agostino, dedicò la sua vita all'infanzia abbandonata e bisognosa, e proprio a S. Agata aveva un Istituto dove accolse centinaia di ragazzi. Grazie alla collaborazione dell'Opera di don Marella che ha sede a Bologna, sono messi in mostra diversi oggetti personali appartenuti al grande benefattore ed educatore - cittadino onorario di S. Agata Feltria - dal celebre cappello alla bicicletta ad oggetti sacri. |
Orario feriali: 16:00-19:00
Orario festivi e prevestivi:
10:00-12:00 / 16:00-19:00
Per informazioni: Tel. 0541 / 848048
Aprile 2006
.: Autostrada in Valmarecchia >> Scarica il file .PDF
L’approvazione della delibera CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) apre la possibilità di realizzare un progetto per il passaggio della nuova autostrada Ravenna-Orte nel nostro territorio, con ricongiunzione a
Sansepolcro mediante scorrimento nella valle del marecchia fino a Badia
Tedalda e perforazione del Monte. Si prevede uno spostamento del tracciato piuttosto che la modifica di quello attuale per ragioni economiche, temporali e per il minore impatto ambientale che si prospetta.
Marzo 2006
.: Comunicato stampa della Comunità Montana e dei comuni della Valmarecchia >> Scarica il file .PDF
Ecco il Comunicato stampa della dichiarazione unitaria dei Sindaci dei Comuni dell’alta Valmarecchia per il SI’ ALLO SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM PER L’ALTA VALMARECCHIA UNITA NELLA REGIONE EMILIAROMAGNA; Ecco
le motivazioni ufficiali dei rappresentanti dei comuni della Valmarecchia per il passaggio in Provincia di Rimini.
Febbraio 2006
.: Comitato per il "SI" all'Emilia Romagna:
Domenica 26 Febbraio 2006 dalle ore 10:30 alle ore 12:30 presso il teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria si è aperta la campagna di partecipazione al movimento popolare per il ritorno dei 7 comuni dell'Alta Valmarecchia (San Leo, Maiolo, Novafeltria, Talamello, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, Casteldelci) nella regione Emilia Romagna, con la diffusione delle schede di adesione.
In tale occasione è stato distribuito gratuitamente il numero speciale della "Rocca" dedicato al grande predicatore santagatese Padre Agostino da Montefeltro.
Agosto 2005
.: Rimarremo a Pesaro o torneremo finalmente in Romagna?
Una storica assemblea popolare
si è tenuta Venerdì 29 Luglio 2005 nella "Sala delle
Scuderie" di Sant'Agata Feltria, per promuovere l'imminente Referendum
sull'annessione della Valmarecchia in Romagna.
A dirigere la riunione Franco Vicini, già assessore al turismo
della Comunità Montana Alta Valmarecchia ed ex primo cittadino
di S. Agata, che è riuscito ad ottenere numerose partecipazioni
tra politici della zona, giornalisti e semplici cittadini.
Vicini ha iniziato l'incontro con un ampio ed interessantissimo excursus
storico sul passato di Sant'Agata Feltria e della Valmarecchia, a cominciare
dal lontano 1816, data in cui il territorio viene per la prima volta
unito alla Legazione di Urbino da Papa Pio VII, dopo essere appartenuto
al Dipartimento del Rubicone durante il Regno Napoleonico.
Da allora è iniziata infatti un'incessante battaglia per il "rientro
in patria" della Valmarecchia, battaglia che si è protratta
per tutto il 1800 sino ad oggi. Cittadini santagatesi illustri, come
il Buffoni e il Farini, hanno inoltrato istanze, inviato petizioni che
però non vennero mai accolte, ottenendo purtroppo scarsi risultati;
la faccenda dell'Alta Valmarecchia in realtà è stata più
volte sorvolata per cause storiche ben più importanti, così che fu messa nel dimenticatoio.
Fino al 1868 le speranze erano di ritornare in Romagna entrando a far
parte del circondario di Cesena in provincia di Forlì, ma è
da questo anno che si fa sempre più viva l'intenzione di appartenere
al circondario di Rimini. Già nel 1924 il Cavaliere Luigi Dominici
indice una proposta di legge in cui chiede l'istituzione della Provincia
di Rimini e il conseguente accorpamento della nostra zona. La provincia
con soli venti comuni, verrà poi istituita solamente nel 1990.
Da questo momento la Valmarecchia viene spezzata e rimangono orfani
di Romagna solo sette Comuni (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli,
San Leo, Sant'Agata e Talamello) costretti ancora ad accettare la dipendenza
alle Marche: sette comuni che si sentono a tutti gli effetti Romagnoli
per la loro ubicazione, i loro usi e costumi ed i rapporti commerciali
con la Romagna, si ritrovano contro natura in una regione che nulla
ha a che fare con loro e che neppure ha mai investito su tale zona.
Le ragioni che hanno scatenato centonovantanni di battaglie vanno da
questioni di carattere sociale e culturale - partendo dal modo di pensare
e dal dialetto parlato in Valmarecchia, per finire con le tipicità
gastronomiche della zona, tradizioni che la rendono un tutt'uno con
la Romagna - a questioni economiche: carenze nelle infrastrutture di
collegamento e nei servizi creano difficoltà allo sviluppo dei
settori economici tradizionali e vanno a scapito del turismo, peraltro
molto attratto dalle caratteristiche proprie del Montefeltro. La provincia
di Pesaro-Urbino sembra non aver mai compiuto investimenti per l'entroterra
e quindi legarci a Rimini significherebbe fare parte di un'area che,
al contrario, ha sempre creduto molto nel turismo.
Inoltre non bisogna trascurare il fattore geografico: il Monte Carpegna
rappresenta in effetti un confine naturale tra le due regioni, separando
la vallata di Urbino da quella del Marecchia. E' impensabile e addirittura
impossibile una stretta comunicazione con la valle pesarese, troppo
scomoda da raggiungere sia come meta di studio e lavoro che come luogo
di svago per giovani.
In passato più volte sono stati richiesti appelli o realizzate
raccolte di firme, ma un vero e proprio referendum non c'è mai
stato.
Ebbene oggi questo sogno sembra avverarsi dopo secoli di vane speranze:
in virtù della sentenza della Corte Costituzionale sulla "Autodeterminazione" (legge costituzionale n.3 del 2001 sul federalismo) i comuni che siano
interessati possono chiedere il passaggio ad un'altra regione, adempiendo
tutte le procedure per indire un referendum popolare attraverso la firma
unanime di una richiesta.
L'obiettivo che si vuole raggiungere è di ristabilire i confini
amministrativi in modo democratico, tenendo conto della volontà dei cittadini, e non più attraverso lotte tra signorie o con
atti dittatoriali come finora è avvenuto in tutta Italia. Per
questo motivo l'assemblea del 29 luglio, come ha più volte chiarito
il coordinatore Vicini, è nata come riunione apolitica; è
stato inoltre precisato che la volontà di abbandonare la provincia
di Pesaro-Urbino non deriva da uno spirito secessionista o da un'avversione
particolare nei confronti delle Marche, ma semplicemente dal desiderio
di affermare una verità storica ed essere finalmente riannessi
al territorio che è stato per noi terra d'origine. (Emanuela Liverani - Agosto 2005)
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